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Prefazione

Questo articolo pubblicato da Gaku Homma, fondatore e capo scuola dell’ A.H.A.N. Aikido Nippon Kan di Denver USA e ultimo uchideshi ufficiale del Fondatore dell’Aikido Morihei Ueshiba, quindi fonte storica assolutamente autorevole con conoscenza in prima persona di eventi sulla nascita e sviluppo dell’Aikido dal Fondatore ai nostri giorni, è IMPORTANTISSIMO, per tutto il mondo dell’AIKIDO ed in particolare per il nostro gruppo Iwama Shinshin Aiki Shurenkai.

 
"Ho preferito mantenere la traduzione dal giapponese più fedele possibile all’originale anche a discapito dell’italiano corretto, per un profondo rispetto verso il Maestro Gaku Homma."
 
Danilo Di Teodoro
 
Articolo originale in giapponese
Articolo originale in inglese
 
Qui sotto l'articolo tradotto in italiano

 
A tutti gli allievi di Morihiro Saito Shihan e a tutti quelli che lo hanno conosciuto.
 

Recentemente Kaicho Hitohira Saito, per preservare la dignità dell’eredità del suo defunto padre Morihiro Saito Shihan, ha comunicato a tutti i suoi allievi dell’Iwama Shinshin Aiki Shurenkai, una nuova denominazione del programma di Buki Waza.
Sebbene non sia un membro della sua associazione, sono completamente in sintonia con le sue motivazioni, e come Budoka e terza persona, vorrei condividere le mie opinioni e dare il mio sostegno.

Prima di tutto vorrei parlare di O’Sensei quando era ancora in piena salute, e quando Morihiro Shihan lavorava nelle Ferrovie giapponesi. Però, prima di questo vorrei ribadire una cosa. Adesso in tutto il mondo, a causa della pandemia da Covid-19, tante persone sono costrette a vivere diverse situazioni e gradi di difficoltà. In queste circostanze, anche i praticanti di aikido sono stati soggetti a restrizioni nell’allenamento in dojo. Per evitare il contagio da Covid-19, è necessario mantenere il distanziamento sociale e per tanto molti dojo, non solo sono passati dalla pratica al chiuso alla pratica all’aperto, ma hanno iniziato a concentrarsi maggiormente sulle tecniche di Jo e Bokken. Per questa situazione, sui Social Network vedo molti video pubblicati da istruttori (e da chi si autoproclama tale) mostrare e spiegare il “31 Jo Kata” o “Movimenti di Jo”. C’è chi ha registrato video in casa, o altri che trasmettono in diretta dai cortili delle loro case. Tra questi video, ci sono anche quelli fatti bene, con spiegazioni dettagliate, però mancano in tutti una cosa molto importante. Nessuno parla da dove e da chi è nato il “31 Jo Kata”.

Se un istruttore di Aikido mostra in pubblico la propria esecuzione del “31 Jo Kata” senza citarne la fonte, è paragonabile a un pittore che copia il capolavoro di un grande artista senza citare il pittore originale, o come quando si suonano e cantano i brani musicali senza citare i compositori della musica e gli scrittori dei testi. Io credo che sia un obbligo morale ed etico, per chi condivide in pubblico le tecniche come “31 Jo Kata”, aggiungere la spiegazione dell’origine dell’arte con rispetto al suo creatore. Questo è una forma di rettitudine di comportamento che un praticante di aikido dovrebbe seguire. Come sapete, tutte le opere degli artisti e le invenzioni sono protette da diritti di autore e da brevetti. Non solo le opere di grandi artisti come Vincent Van Gogh, Auguste Renoir, Ludwig Van Beethoven, ma anche le piccole invenzioni degli artisti minori sono tutelati e protetti, ma non c’è nessuna protezione per gli artisti del Budo. Questa tendenza non si limita con “31 Jo Kata” ma anche alla pratica di Kumi Jo, Kumi Tachi e Suburi. Anche se i dimostranti delle tecniche sui video sanno pronunciare il nome di ogni tecnica, non posso fare a meno di pensare che tra gli istruttori sui social network non ci sia qualcuno che conosca bene la storia del grande contributo di Morihiro Saito Shihan che è profondamente coinvolto nel processo dello sviluppo della forma di allenamento di Buki Waza.

Inoltre, questi istruttori dimostrano altre tecniche di Iaido o di altre scuole di spada che non hanno niente a che fare con l’aikido, come se esse facessero parte dell’aikido, mescolando e diffondendo impropriamente in pubblico sui social network queste tecniche. Non posso fare a meno di dire che queste persone approfittando della situazione caotica dovuta al corona virus, stanno provocando malintesi e confusione nei confronti della cultura tradizionale giapponese. Questa situazione non è iniziata dopo l’arrivo della pandemia e io mi sentivo già da un bel po’ di tempo dispiaciuto e arrabbiato da questa tendenza.

Non solo desidero che, chiunque si consideri un allievo di Morihiro Saito Shihan coltivi le sue conoscenze e esperienze che lo aiuteranno a riconoscere ciò che è autentico da quello che non lo è, ma che continuino a impegnarsi nell’allenamento quotidiano ponendo la dovuta enfasi sulla tradizione del passato, rispettando il cammino lungo e sinuoso della storia di aikido, così come il grande lavoro di Morihiro Saito Shihan.

Perdonatemi per il mio lungo discorso ma vorrei raccontare una storia di quando ero giovane, e voglio trasmetterla a chi si consideri un allievo di Morihiro Saito Shihan, specialmente a quelli che sono istruttori.
Vorrei condividere con voi un episodio che risale, come avevo precedentemente accennato, a quando il Fondatore era in piena salute e Morihiro Shihan lavorava nelle ferrovie giapponesi, e insieme a me serviva e aiutava O Sensei nella sua vita quotidiana

Fu una mattina all’ora di colazione del Fondatore. Come sua abitudine il Fondatore visitò l’Aiki Jinjya, Amaterasu Omikami (Divinità del Sole) e Oinari sama (Divinità dell’agricoltura), poi pregò davanti all’altare nel dojo, ma invece di tornare a casa sua come da routine, quella mattina decise di andare verso i campi, non si sa perché.
Vorrei sottolineare che il Fondatore era sempre in abiti formali quando pregava, quindi questo rito era una sua abitudine quotidiana, per il Fondatore era un momento molto importante e speciale al punto da essere impossibile per lui andare nei campi con quell’abbigliamento.

In quel periodo un gruppo di studenti universitari erano in un ritiro di allenamento e soggiornavano all’interno della proprietà del dojo. Durante il momento del rito delle preghiere del Fondatore, gli studenti andavano solitamente a correre fuori per non disturbarlo, e accertatisi che il Fondatore iniziava la sua colazione, gli studenti cominciavano l’allenamento di Bokken e Jo sotto la direzione di Morihiro Saito Shihan. Era sempre molto difficile sapere esattamente quando il Fondatore avrebbe terminato le sue preghiere mattutine, e del tutto inaspettato che il Fondatore andasse direttamente in campo mentre era ancora in un abbigliamento formale quella mattina. La sig.ra Kikuno era l’aiutante domestica del Fondatore e di sua moglie, ed era anche una praticante di aikido. Era suo compito preparare la colazione per il Fondatore e io avevo l’incarico, “Osobatsuki”, di accompagnatore durante il suo rituale. Il compito di “Osobatsuki” è seguire il Fondatore mantenendo una certa distanza di rispetto ed essere pronto a rispondere ad ogni possibile chiamata. Quella mattina seguii il Fondatore in silenzio fino al campo.

Attualmente, dove una volta c’era il campo si trova una grande pianta di azalea, ma questa azalea fu trapiantata lì dopo la morte del Fondatore nel progetto di riorganizzazione del terreno della proprietà del dojo. Invece, a quei tempi tante verdure erano coltivate in un campo vicino al dojo, e c’erano gli alberi di arachidi in un campo vasto in fondo alla proprietà. Seguendo il Fondatore, mi domandavo che cosa volesse fare. Ad un certo punto il Fondatore si fermò e tra gli alberi cominciò ad osservare attentamente l’allenamento di Buki Waza degli studenti sotto la direzione di Morihiro Saito Shihan. Poi, ritornò a casa sua e cominciò la sua colazione. (Sarà difficile per voi credere ma all’epoca il Fondatore e sua moglie stavano seduti ad un tavolo pieghevole di 90cmX50cm, insieme a me e alla sig.ra Kikuno. In breve, il Fondatore faceva colazione vicinissimo a me tutti i giorni).

All’improvviso disse con un bel sorriso a sua moglie Hatsu, “Saito sta insegnando molto bene”. Io non mi scorderò mai quelle parole del Fondatore.

Dopo un po’ Morihiro Saito Shihan venne a salutare il Fondatore e disse, “Ho appena terminato l’allenamento e La ringrazio per avermi dato questa opportunità”. Mi ricordo ancora molto vivamente che il Fondatore annui con un grande sorriso verso Morihiro Saito Shihan in gesto di approvazione. (Morihiro Saito Shihan veniva immancabilmente a trovare il Fondatore e a salutarlo prima e dopo l’allenamento, non solo per l’allenamento all’aperto ma anche al dojo. “La ringrazio per concedermi di condurre l’allenamento”, prima di iniziare, e, “La ringrazio per avermi dato l’opportunità di insegnare” alla fine.

Il progetto più importante dell’Aikikai durante gli ultimi anni di vita del Fondatore fu quello di costruire un edificio per un nuovo Aikikai Hombu dojo in Tokyo (sede centrale). Molti membri del consiglio dell’Hombu dojo, molti Shihan e istruttori, nonché direttori regionali e allievi in tutto il Giappone prestavano attenzione ai progressi della costruzione del nuovo Hombu Dojo. Mentre il Fondatore, che viveva in Iwama, cominciava a mostrare i sintomi dell’invecchiamento che nessuna persona con età avanzata poteva evitare. In questa circostanza, Morihiro Saito Shihan e sua moglie, che si dedicavano ad aiutare il Fondatore, cominciarono ad avere la necessità di offrire più attenzione nel soddisfare le notevoli esigenze del Fondatore. Queste sono cose personali del Fondatole ed io evito di parlarne in dettaglio, ma coloro che erano figure chiave dell’Hombu dojo avevano idea del tempo di vita restante del “vecchio solitario Budoka”, e dedicarono tutta la loro attenzione al completamento del nuovo Aikikai Hombu dojo mentre il Fondatore stava ancora relativamente bene, e nessuna di loro offriva i loro pensieri gentili al Fondatore che viveva in Iwama.

Al giorno d’oggi ci sono alcuni Shihan che hanno dichiarato di avere condiviso del tempo molto speciale con il Fondatore, dicendo, “Io ho fatto......con il Fondatore”, ecc., (anche se molti di loro non sono più in questo mondo). Negli ultimi anni del Fondatore, quasi nessuno Shihan o istruttore di allora visitò Iwama. Anche quando veniva raramente qualcuno, chiedeva a Morihiro Saito Shihan, alla sig.ra Kikuno e a me come stava il Fondatore e di che umore era, e se capiva che non era di buon umore se ne andava senza nemmeno salutare il Fondatore lasciando la sua offerta all’Aiki Jinjya (normalmente Sake e “Tamagushi” una forma di offerta shintoista fatta con un ramo di una albero decorato con strisce di carta, seta o cotone e a volte anche con aggiunta di denaro). In tale situazione, fu proprio Morihiro Saito Shihan a preoccuparsi seriamente per la possibilità della scomparsa delle tecniche di Buki Waza del Fondatore, e considerando la necessità di tramandare questa arte, organizzò le tecniche di Buki Waza ricevute direttamente dal Fondatore.

Morihiro Shihan strutturò, non solo ciò che aveva appreso direttamente dal Fondatore durante i quotidiani allenamenti con lui, ma anche ciò che aveva visto durante le esibizioni del Fondatore nelle occasioni dei rituali dell’Aiki Jinjya, per codificare il “31 Jo Kata” in modo facilmente comprensibile, che oggi viene appreso e praticato da voi e da molti altri. Proprio come un dizionario nasce dopo aver raccolto e organizzato una enorme quantità di parole con aggiunta delle spiegazioni, Morihiro Saito Shihan codificò tante tecniche praticate intensamente giorno per giorno dal Fondatore con lo scopo di preservare e tramandare queste tecniche e trasmettere il Buki Waza del Fondatore nel mondo. Morihiro Saito Shihan è il padre di Hitohira Saito Sensei, attuale Kaicho (presidente) della Iwama Shinshin Aiki Shuren Kai.

Perché io posso affermare ciò che scritto fino ad ora?

Perché ho scritto delle conversazioni con Morihiro Shihan del 1997 quando venne a Denver, USA, per il suo terzo seminario, seminario che ha avuto un grande successo con quasi 500 partecipanti.
Alla sera della festa privata a casa mia dopo la conclusione positiva del seminario, mentre diventavamo loquaci con l’aiuto di alcuni bicchieri di sakè, durante la conversazione con il direttore dell’Aiki News, il compianto Stanley Pranin, ho iniziato a scrivere le parole di Morihiro Saito Shihan. Ho conservato questo promemoria da quel giorno che conferma ciò che ho scritto fino ad ora.

Queste sono le parole di Morihiro Saito Shihan:

“Attualmente non c’è nessuno nell’Hombu (Aikikai) che abbia ereditato le tecniche di armi (Buki Waza) dal Fondatore. A meno che non la prenda io questa eredità, a quel tempo, non c’era nessun altro che voleva farlo.
Tuttavia era fuori questione per un allievo, sia per rispetto che per paura, tentare di organizzare le tecniche del Maestro. In questo modo, anche se potessi ereditare le sue tecniche, sarebbe molto difficile per me tramandarle nel futuro, e ho pensato di fotografare e scrivere tutto ciò che apprendo direttamente dal Fondatore. Il modo migliore sarebbe fotografare il Fondatore, ma era oltraggioso e totalmente impensabile che un allievo scattasse delle foto al Fondatore con la sua macchina fotografica.

Ci sono persone che si vantano delle foto che hanno con il Fondatore, scattate ad Iwama, ma questo è perché io chiedevo al Fondatore, quando era di buon umore, di poter fare alcune foto come cortesia per questi visitatori che venivano alla Aiki Jinjya a partecipare ad una lezione. Io, che stavo sempre accanto al Fondatore, non possiedo neanche una foto con lui.

Per quanto riguarda le foto del Fondatore, fotografai armonizzandomi e riproducendo fedelmente il movimento della tecnica del Fondatore durante la sua esecuzione.

Sebbene non ci fossero cattive intenzioni da parte mia, realizzai dei servizi fotografici di nascosto in posti diversi come il Monte Atago, monte alla periferia di Iwama dove il Fondatore faceva l’allenamento perché, considerando il dovuto rispetto verso il mio grande maestro, non c’era assolutamente un modo di chiedergli il permesso di fotografare, registrare e catalogare le sue tecniche senza risultare oltraggioso.

Dopo questo mio grande e faticoso lavoro, finalmente furono pubblicati i 5 volumi di “Aikido Ken Jo Taijutsu no Riai” con le foto e spiegazioni delle tecniche. (pubblicati in 1974 da Minato Research “Traditional Aikido Sword Stick Body Arts” di Morihiro Saito Shihan)

Dopo il ritorno del Fondatore al mondo divino (morte), furono messe in atto le nuove linee guida didattiche per l’Aikido dell’Aikikai, incentrate sul Taijutsu senza dare importanza alle tecniche di Buki Waza. Questo causò disarmonia con l’Hombu (sede centrale dell’Aikikai) perché nel mondo, le tecniche di Buki Waza che avevo insegnato erano già diffuse e già allora tanti praticanti di aikido erano abituati ad andare al loro dojo portando non solo i loro keikogi ma anche la loro borsa con bokken e jo.

Perché?

A quel tempo la maggior parte, se non tutti gli istruttori poi diventati Shihan, che vennero inviati all’estero dal Hombu Dojo, non avevano praticato il Buki Waza del Fondatore. Per tanto l’Hombu Dojo cominciò a criticare coloro che erano stati ad Iwama come uchideshi (allievi interni) e che tornarono nei loro paesi, come coloro che sconvolgevano la via di Aikido. Mi indicarono e criticarono come la principale fonte di confusione perché venivo invitato periodicamente dai vecchi uchideshi di Iwama nei vari paesi ad insegnare Buki Waza. Tuttavia, ero solennemente consapevole della mia missione di preservare e trasmettere le tecniche del Fondatore soprattutto quelle di Buki Waza alle generazioni future. Per questo ho desiderato e desidero anche oggi seminare quanto più possa e inoltre ho deciso di consegnare le certificazioni a chi aveva le capacità e le qualità migliori per poter diffondere le tecniche di alto livello.”

Questo è ciò che ho scritto e preservato quella sera.

Morihiro Saito Shihan diventò allievo del Fondatore nel 1946 e per 23 anni fino alla scomparsa del Fondatore non solo continuò la pratica di aikido direttamente con e sotto la direzione del Fondatore, ma insieme a sua moglie lo aiutava e lo serviva nella vita quotidiana. Inoltre, non solo Morihiro Saito Shihan aveva adempiuto al dovere di guardiano della Aiki Jinjya fino al 2002, ma aveva anche il 9°Dan della Aikikai, e dopo la scomparsa del Fondatore, Morihiro Saito Shihan cominciò ad insegnare all’estero molto attivamente riscuotendo molti successi.

Tuttavia, in proporzione ai grandi numeri di reazioni positive che riceveva durante i suoi seminari all’estero, c’erano altrettanti reclami dagli Shihan dell’Hombu (sede centrale della Aikikai) che non potevano insegnare il Buki Waza. Questo è perché tali Shihan, non potendo insegnare ciò che gli allievi richiedevano, rischiavano di perdere questi allievi e di conseguenza perdere i mezzi per guadagnarsi da vivere.

(A proposito potete trovare un tributo che ho scritto su Morihiro Saito Shihan su questa pagina web:

http://www.nippon-kan.org/tribute-to-morihiro-saito-Shihan/ )

Quando ho invitato Morihiro Saito Shihan per la quarta volta, gli ho umilmente suggerito, “Per favore venga insieme a Hitohiro (attualmente Hitohira Kaicho della Iwama Shinshin Aiki Shurenkai) il prossimo anno. In Questo modo potremo introdurre gli allievi al passaggio naturale da padre a figlio.”
Morihiro Shihan ha riflettuto per un po’ di tempo in silenzio, poi ha detto, “No. Gli allievi che vengono al mio seminario sono i miei allievi o coloro che sono interessati a conoscere ciò che trasmetto. Hitohiro deve trovare i propri allievi. Dopo la mia morte, anche se ci fossero dei problemi con l’Aikikai Hombu, Hitohiro potrà proseguire la sua strada da solo perché gli ho già trasmesso tutte le tecniche ricevute dal Fondatore.”

Dopo la scomparsa di Morihiro Shihan, come da lui predetto, tutto il Buki Waza è stato assolutamente negato dall’Aikikai. Non è stato solo il Buki Waza ad essere negato, ma è stato negato e cancellato dalla storia dell’Aikikai anche il nome stesso di Morihiro Saito, uno Shihan che è stato un grande pioniere e che ha contribuito grandiosamente alla diffusione dell’aikido nel mondo dopo la morte del Fondatore. Non solo è stato cancellato dalla storia dell’Aikikai il nome di Morihiro Saito Shihan, che aveva servito il Fondatore di aikido da più vicino e per più anni degli altri, ma anche è stato cancellato il suo grande contributo alla storia di aikido in Iwama, creando un grande vuoto nella storia della Aikikai Hombu. Attualmente, nessuno ne parla e tutti tengono la bocca chiusa.

Assomiglia ad un atto di epurazione, come spesso visto nelle nazioni con governo dittatoriale, per mantenere lo status quo. Come quando troviamo delle foto storiche manipolate ed alterate, ho notato che alcuni importanti istruttori che avevano maggiormente contribuito all’Aikikai sono stati eliminati dalle foto del passato. Non posso fare a meno di pensare che “Aikido Rinri Kensho” (Codice Etico di Aikido) pubblicato dall’Aikikai il 5 gennaio 2015 è stato soltanto una maschera per il mondo esterno privo di significato.

Senza queste due persone Morihiro Saito Shihan e Koichi Tohei Shihan (precedente capo del dipartimento degli Shihan dell’Aikikai, 10°Dan e il fondatore della KI Society), non ci sarebbe stato alcun sviluppo e crescita dell’attuale Aikido Aikikai. Sono assolutamente a corto di parole guardando questi così grandi numeri di istruttori che continuano ad ignorare completamente i risultati e il contributo di questi grandi maestri, che si sono dedicati con tutto se stessi alla diffusione dell’aikido sia in Giappone che all’estero. Questi istruttori rimangono sui cadaveri di questi gloriosi maestri senza alzare la loro voce per farli conoscere ma continuano a gridare, “Io sono....(un grande maestro)”

Scusatemi per questo scritto così lungo tirando fuori vecchi aneddoti.

Ora scrivo soltanto un breve riassunto.

Morihiro Saito Shihan ha strutturato le tecniche del Buki Waza ereditate dal Fondatore e le ha organizzate in kata con lo scopo di preservarle e tramandarle in tutto il mondo, e per poterle fare apprendere con facilità a tutti i praticanti, anche ai principianti. Il Fondatore approvava il metodo con cui Morihiro Saito Shihan insegnava agli allievi dicendo, “Saito sta insegnando molto bene”.

Al giorno d’oggi, se si studia e se si osserva attentamente la didattica scritta o filmata di Morihiro Shihan, si capisce immediatamente senza alcun dubbio che Morihiro Saito Shihan è il tramite delle tecniche del Fondatore, che sono praticate attualmente in tutto il mondo, centrate sul 31 Jo Kata, su tutte le forme e sui Suburi del Jo e del Ken.

A seguito della situazione dell’attuale pandemia Covid-19, Il mondo dell’aikido sta affrontando una sfida difficile senza precedenti, tutti gli istruttori devono ammettere che il Buki Waza è l’unica pratica che sostiene e mantiene i loro dojo per evitarne la chiusura. Ciò che si vede in abbondanza sul social network sono i video di pratica del 31 Jo Kata e degli altri movimenti di Jo e di Ken.

Sebbene gli insegnamenti di Morihiro Saito Shihan sul Buki Waza siano stati eccessivamente negati nel passato, ora sono propri questi che stanno salvando molti istruttori in tutto il mondo.
Per questo, ogni membro della Iwama Shinshin Shuren Kai deve essere orgoglioso di rispettare la volontà del Morihiro Saito Shihan e di continuare a dedicarsi a preservare e tramandare le tecniche del Buki Waza alle generazioni future.

Tutti gli allievi di Morihiro Shihan devono capire profondamente il processo della nascita del suo metodo dell’insegnamento del Buki Waza, apprezzando, ringraziando e onorando il suo grandioso contributo volto a preservare il Buki Waza del Fondatore. Penso che questo sia l’atteggiamento corretto di un vero Budoka (praticante del Budo) libero da ogni barriera di gruppi e organizzazioni.

Appendere una foto del Fondatore allo Shomen(al centro sulla parete frontale del dojo), posizionare Bokken e Jo, offrire saluti rispettosi con inchino prima e dopo l’esecuzione di ogni tecnica come etichetta tra gli allievi. Inchinare la testa verso lo Shomen nell’entrare e nell’uscire del dojo e ordinare le calzature tolte prima di salire sul tatami. Indossare un hakama con le piegature ben segnate e precise, e prima di ogni pratica del Buki Waza, alzare bokken e jo sopra la testa per esprimere il rispetto. Tuttavia, questi atteggiamenti sono soltanto una esecuzione senza senso perché spesso i praticanti lo eseguono soltanto per mostrare che possono farlo senza avere nel cuore un sincero sentimento di gratitudine. Secondo me è come trovare un senso di soddisfazione nello scivolare sul corrimano delle scale con uno skateboard in pubblico. Con dispiacere penso che ci siano numerosi Kodansha (praticanti di aikido di alto grado) tra gli istruttori di aikido, che praticano aikido con persone che non fanno resistenza e che quindi non solo godono della loro auto soddisfazione ma addirittura sopravvalutano se stessi.

Credo che noi abbiamo bisogno di dire ai nostri cuori delle parole molto semplici, “Le nostre tecniche non sono nate improvvisamente”, e di avere uno spazio nella mente per poter ricordare a noi stessi da dove vengono originariamente tutte le tecniche che insegniamo e come ci sono state tramandate fino ad oggi. Non si può diventare un Budoka indossando soltanto una hakama. Prima di tutto, credo che esista qualche cosa di fondamentale che non dobbiamo mai perdere né mancare come esseri umani.

Avendo appreso la comunicazione di Hitohira Kaicho, ho percepito i suoi pensieri profondamente e ho scritto questa lettera molto lunga.
Vi ringrazio tanto per aver dedicato il vostro tempo a leggerla.

Fondatore e Kancho della A.H.A.N. Aikido Nippon Kan Gaku Homma
2 ottobre 2020